Anticamente, Potenza era alimentata da due sole sorgenti d’acqua denominate “Torretta”, a quota 935, e “Botte” a quota 905, mediante un condotto a pelo libero costituito in origine da tubi in pietra calcare, e da un acquedotto in muratura di piccola sezione, molto precaria. Questo acquedotto che solo nel 1877 ebbe un condotto in ghisa, portava l’acqua ad un’unica fontana: quella detta “Ancilla Vecchia” sita a quota 745 e distante circa 1 Km. da Potenza in località S. Maria.
Le due sorgenti davano circa un litro di acqua al secondo, che veniva in gran parte dispersa lungo il percorso. I potentini, nella stagione estiva, usufruivano pochi litri di acqua .per abitante. Invece, in inverno per le piogge abbondanti, l’acqua era sufficiente ma spesso intorbidata dalle pessime condizioni della condotta. Quindi, “Ancilla Vecchia” era il.nome di suddetta fontana, e non di. una località potentina, progressivamente questo nome è cambiato prima con “Ancilla Vecchia” e poi “Angilla Vecchia” come oggi ma che si denomina la strada che dal crocevia di S. Maria porta al Rione Verderuolo.
Oggi, nessuno più ricorda questa fontana, che è stata distrutta, di certo si sa che era molto antica ed era la sola nella località di S. Maria.
Sul nome “Ancidda Vecchia” non vi sono notizie attendibili, ma sembra fosse di origine latina, che dovrebbe significare “ Fontana o fonte vecchia o antica”.
L’antichità di questa fontana è tale, che si ricorda nel Medio Evo, quando Potenza era una Contea sottoposta al volere ed abusi dei Conti, e all’epoca la nostra fontana fu oggetto di lunghe liti fra il Comune di Potenza ed i Conti, quest’ultimi pretendevano di. stabilire loro a chi, come e quando dare in vendita l’acqua che vi sgorgava dalle sue 4 bocche.
L’antica fontana “Ancidda Vecchia” viene ricordata ancora in un miracolo di S. Gerardo, (Protettore di Potenza) nell’XI° secolo. Gerardo della Porta, di Piacenza, Vescovo della Diocesi di Potenza dal 1111 al 1119, iscritto nell’Albo dei Santi dal Papa Callisto II°.
Un giorno il Vescovo di Potenza (S. Gerardo) durante il suo Vescovado nella nostra città compì un miracolo che così si racconta:
“Una Volta infatti era in giro vicino al centro Diocesi, era d'estate e si avvicinava alla località detta di S. Maria, per il caldo coloro che seguivano mostravano di essere assetati e cercavano del vino per dissetarsi. Accertatosi di questo il Beato Gerardo, che si era avvicinato ad una fonte d’acqua, comandò che gli fosse portato dell’acqua. Con un segno di croce mutò — cosa superiore alla forza natura - e colore e sapore all’acqua: era vino dolce.
Stupefatti per la meraviglia i vicini levavano alte le lodi alla sua virtù. Ma S. Gerardo li pregò facendosi dare in pegno la loro destra che per il bene che gli volevano non dicessero nulla del fatto”.
Ora, anche se nel miracolo, non si fa precisa menzione che la fontana o fonte d’acqua citata fosse “Ancidda Vecchia”, ma è facile supporla, perché all’epoca non vi erano altre fonte d'acqua nella località Santa Maria.
Tratto da "Storia di Potenza" di Rocco Triani
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